Il termine fobia deriva dal Greco phóbos (panico) e indica un’irrazionale e persistente paura e repulsione per determinate attività, situazioni, oggetti, animali, luoghi e persone.
Le fobie, considerate vere e proprie patologie secondo l’organizzazione mondiale (OMS) della sanità sono spesso riconducibili a situazioni o elementi che non presentano un reale pericolo per la persona, tuttavia questo “errore di percezione” può determinare importanti limitazioni all’autonomia del soggetto che ne soffre.
La fobia per le attività dell’odontoiatria (dentista) è denominata odontofobia, anch’essa è considerata una vera e propria patologia riconosciuta ufficialmente dal’ OMS. La paura intensa e irragionevole dei soggetti che ne sono affetti è in questo caso rivolta alle visite e ai trattamenti odontoiatrici, nonché ai luoghi dove queste attività vengono svolte. Si stima che i pazienti odontofobici rappresentino dal 13 al 24% della popolazione mondiale, questi pazienti fanno di tutto per evitare di andare nello studio del dentista, saltano le visite di controllo e le sedute di igiene orale con conseguenze molto negative per la salute.
Per vincere l’odontofobia, adottando i rimedi coretti per combatterla, è necessario in primo luogo conoscere a fondo questo disturbo, i sintomi con cui si manifesta e il comportamento tipico di chi ne è affetto.
Come è classificata clinicamente l’odontofobia?
Quali sono i sintomi?
Paura di perdere il controllo della consapevolezza delle proprie azioni, nausea, senso di soffocamento, aumento della frequenza respiratoria e cardiaca, sudorazione profusa, brividi di freddo e vampate di calore. I sintomi sono simili a quelli di un attacco di panico, mentre a livello psicologico si manifestano emozioni come paura o addirittura terrore che possono determinare la percezione, ovviamente infondata, di morte imminente. In alcuni casi può manifestarsi la lipotimia o pre-sincope caratterizzata da pallore, sensazione di grave debolezza e prossima perdita di coscienza. L’effettiva, ma momentanea, perdita di coscienza (sincope) è invece più rara.
Secondo recenti ricerche nel 40% dei casi il paziente affetto da odontofobia ha paura del dolore, nel 20% dei casi teme le siringhe, mentre nel 15% dei casi ha paura di perdere il controllo o di avere conati di vomito.
Che tipo di comportamento adotta solitamente un paziente Odontofobico?
Per prima cosa mette in atto strategie di evitamento pur di non arrivare al temuto incontro con il dentista: rimanda continuamente gli appuntamenti concordati, anche i semplici controlli, con scuse più o meno plausibili, spesso si autoconvince di essere effettivamente impossibilitato a presentarsi in studio all’orario stabilito. Pur di non ricorrere alle cure del medico, quando presenta un disturbo importante o mal di denti, assume autonomamente antidolorifici ed antibiotici in quantità con gravi rischi per la sua salute. Nei rari casi in cui il paziente si presenta alla visita oppone una forte resistenza al trattamento e cerca di evitare che gli venga inserito in bocca qualunque strumento usato dal dentista. Le strategie basate sull’evitamento peggiorano progressivamente la salute orale e paradossalmente conducono l’odontofobico a ciò che teme di più: il ricorso a trattamenti odontoiatrici complessi e impegnativi.
La persona affetta da questo disturbo può presentare problemi relazionali, spesso tende a nascondere la propria paura anche agli amici e ai parenti più stretti, e con il peggioramento dello stato di salute dei denti inizia a nascondere la bocca con una mano e a non sorridere più.
Cosa si può fare per superare l’odontofobia?
In primo luogo, è necessario che il paziente si rivolga a dentisti preparati ed attrezzati per affrontare il trattamento dei pazienti odontofobici. Il professionista preparerà un piano di cure personalizzato in base alle esigenze e alla collaborazione del paziente e spiegherà dettagliatamente ogni procedura in termini semplici e rassicuranti. Grazie a moderne attrezzature e ad un approccio mininvasivo sarà spesso possibile renderlo partecipe e collaborante
Lo studio dentistico non deve “spaventare” il paziente, l’arredamento, i colori, gli odori e i suoni devono essere rilassanti e possibilmente gradevoli, la strumentazione necessaria dovrebbe essere ridotta all’essenziale e posizionata in modo da non rientrare nel campo visivo della persona sottoposta al trattamento.
Molto utile è che l’ambulatorio odontoiatrico disponga di professionisti preparati e dell’attrezzatura necessaria per poter effettuare le terapie con l’ausilio della sedazione cosciente inalatoria (vedi articolo dedicato nelle news). Importante è anche la collaborazione con un medico anestesista per gli interventi più impegnativi dove è richiesta una sedazione più profonda.
Un supporto molto importante e in molti casi risolutivo può essere fornito dallo psicoterapeuta, questo professionista può aiutare il paziente a superare le sue fobie e a diminuire il suo stato d’ansia. La terapia cognitivo-comportamentale, ad esempio, è rivolta a desensibilizzare i pazienti rispetto agli strumenti odontoiatrici, come il trapano e gli aghi, che spesso sono associati alle loro paure. In sintesi, lo psicoterapeuta può essere quindi un prezioso alleato nel percorso di superamento dell’odontofobia, aiutando il paziente a riconoscere la sua paura e a sviluppare strategie per migliorare la sua esperienza nello studio dentistico.
Altri approcci molto utili sono rappresentati dalla medicina narrativa e dalla sedazione digitale di cui parleremo a breve nelle prossime news
Conclusioni
Per il medico è molto importante stabilire una connessione con i pazienti attraverso la comunicazione, la comprensione dei loro problemi odontoiatrici e l’individuazione delle ansie che li hanno spinti ad evitare il dentista per anni. In molti casi è possibile attenuare le sensazioni negative dell’odontofobico utilizzando semplici strategie come la distrazione, questa può essere ottenuta, ad esempio, attraverso la musica, l’aromaterapia e l’utilizzo di immagini che riproducano situazioni rilassanti. Tutto ciò permette di “allontanare” la mente del paziente dalla realtà e, di conseguenza a ridurne l’ansia.
Durante le sedute odontoiatriche è buona norma chiedere a coloro che devono affrontare le cure, di elencare tutte le situazioni che sono causa di paura o di apprensione, una volta acquisite queste informazioni, e stabilito quali tra queste situazioni siano più paurose e generatrici di ansia è opportuno adottare le strategie migliori per affrontare e vincere le percezioni distopiche del paziente o perlomeno ridurle a livelli accettabili e compatibili con il trattamento terapeutico. Va comunque considerato che, come prima indicato, nei casi più difficili il supporto di uno psicologo può essere determinante per il successo terapeutico.
Il nostro studio propone una seduta gratuita con una psicologa esperta nel trattamento dei disturbi d’ansia a tutti i pazienti che ne percepiscano la necessità e che siano motivati al superamento di questa condizione che li limita fortemente nella possibilità di usufruire di cure adeguate.